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“Eterna è la sua misericordia”

La celebrazione annuale di S. Carlo Borromeo, Patrono della nostra Confraternita di Misericordia, ci offre l’opportunità di una profonda riflessione su questa realtà, che prima di identificarsi con una Istituzione o con uno stile di vita indica e significa il volto e l’identità stessa di Dio - amore che si dona senza misura. “Misericordia è l’altro nome di Dio”, affermava il Beato Giovanni XXIII.
Misericordioso è, dunque, Dio Padre onnipotente, che per l’amore appassionato verso gli uomini, invia il proprio Figlio nella nostra natura umana per comunicare con la fragilità della nostra condizione di creature e riversare sulla nostra debolezza mortale la sua stessa vita “in

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colmare la solitudine, infondere la speranza, donare il gusto e la gioia di vivere.

La stessa esperienza la fanno “oggi” i discepoli di Gesù, ogni Domenica, quando si riuniscono per celebrare la santa Messa presentando al Signore e ai fratelli la loro umanità debole e ferità, per ricevere dalla Parola del Signore, che risuona nel Vangelo, conforto, luce, speranza, e comunicarsi all’Eucaristia che, per le parole di Cristo e la potenza dello Spirito Santo, è il vero Corpo e Sangue del Signore presente nel Sacramento dell’altare.
La riflessione sulla reale presenza di Gesù nei segni del pane e del vino consacrato ci rimanda alla celebrazione dell’8 ottobre u.s. che, nello splendido scenario del nostro Teatro Romano, con la Messa di beatificazione di Suor Maria Teresa Scrilli, ha inaugurato l’Anno e il Congresso Eucaristico Diocesano, ponendo in luce l’intimo legame che intercorre tra l’amore misericordioso di Dio, che si offre nel Corpo e Sangue del Signore Gesù, e le opere di misericordia corporale e spirituale attraverso le quali il credente realizza pienamente la sua umanità e trasmette ai propri fratelli l’amore che riceve gratuitamente da Lui (così fece nella sua vita la nuova Beata).

Alla Misericordia di Fiesole, che si è particolarmente distinta per la presenza capillare ed efficace al grande evento della recente apertura del Congresso Eucaristico, e che adesso celebra la sua annuale ricorrenza festiva, auguro di ricercare e fondare la propria capacità d’amare e la qualità dei suoi servizi non solo sulle necessarie competenze tecniche, ma, ancor prima sull’adorazione e la comunione del Corpo di Cristo che è l’Eucaristia.

IL CORRETTORE
Don Franco Brogi


abbondanza”. Vita che vince persino il limite estremo della morte e sfocia nella risurrezione
nella risurrezione della carne e nell’eternità. Gesù Cristo, infatti, ha voluto condividere con noi la sua divinità, dopo avere assunto e vissuto la nostra umanità e l’esperienza di una morte dolorosa e priva di gloria.
E Gesù ha davvero amato i suoi simili, facendosi prossimo soprattutto dei più emarginati dalla società religiosa e civile del suo tempo. È quanto hanno veduto, udito, toccato i peccatori, gli ammalati, gli esclusi del Vangelo quando il Cristo li ha raggiunti nella loro concreta e drammatica situazione con il suo amore capace di perdonare, guarire le malattie,