








LA PAROLA DEL PROVVEDITORE |
Nella mia esperienza, l’incontro con un fratello bisognoso è un incontro di cuore non di ragione,
di fronte al bisogno di un altro arde il desiderio di offrirsi con umiltà e amore. Oltre le significative
risposte al 118 e alle convenzioni, che in alcune occasioni mortificano lo slancio di noi fratelli;
ogni fratello in malattia è un fratello da aiutare, ogni debole è un essere da proteggere con tutte
le nostre forze al costo di qualunque prezzo. |
nostri bilanci al primo posto la Carità, quella vera, reale, che si è celata per secoli dietro la ”buffa”
simbolo dell’anonimato e di forte fede…..”Dio te ne renda merito”. |
Sproniamo i giovani con questi valori, senza il timore d’essere retorici e antiquati, viste le limitate
sicurezze degli ultimi decenni, cerchiamo nel Movimento di essere un esempio positivo per i
ragazzi, non evidenziando gli aspetti negativi e tragici, esondanti dalla quotidianità, cerchiamo di
dare certezze anche non solo terrene e lottiamo perché nelle nostre sedi, solidarietà, carità
cristiana ed etica siano vivi e stimolanti….. facciamo in modo che il nostro mondo, quello della
Buffa, abbia il sopravvento sul mondo dell’arrivismo economico. |
Ripercorrendo gli ultimi anni mi accorgo che la necessità di potenziare il numero di volontari
senza sentire il bisogno che d’altronde è intrinseco nel Movimento di un’attenta valutazione
morale, etica e religiosa ci ha portati a sentirsi volontari nell’espletare semplicemente un “buon
servizio”, senza la necessità di domandarci da cosa eravamo spinti. Invito quindi a riflettere sul
motivo che ha indotto i Fratelli che ci hanno preceduto a spogliarsi dai privilegi e indossare la
“Veste” come saio, simbolo di modestia e povertà, che ci rende tutti simili e a coprirsi con la
Buffa, cappuccio che impediva il riconoscimento, nell’offrire un servizio d’assoluta gratuità e
carità, seguendo l’insegnamento di Cristo. |
IL PROVVEDITORE |